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Articoli scientifici

Intelligenza e genetica: il DNA e i geni influenzano lo studio e i risultati accademici?

Di 20 Giugno 2024Nessun commento10 min lettura

È possibile che i nostri geni influenzino la nostra intelligenza e il modo in cui apprendiamo determinando in parte l’esito dei nostri risultati accademici?

Questa domanda ha affascinato ricercatori, educatori e studenti per decenni.

Ma cosa si cela davvero dietro queste teorie?

La genetica può effettivamente giocare un ruolo cruciale nella nostra capacità di risolvere problemi complessi, memorizzare informazioni e comprendere nuovi concetti?

E se sì, in che modo il nostro DNA può condizionare il nostro metodo di studio e i risultati accademici?

Immagina di poter comprendere meglio il tuo potenziale cognitivo sapendo come i geni influenzano il tuo apprendimento.

Che impatto avrebbe questa consapevolezza sul tuo modo di studiare?

Potresti ottimizzare le tue tecniche di studio per sfruttare al massimo le tue capacità innate.

Scegliere con maggiore consapevolezza il percorso di studi.

Utilizzare al meglio le tue capacità senza perdere più le ore sui libri.

In questo articolo, cercherò di aiutarti a comprendere meglio le affascinanti connessioni tra intelligenza, genetica e studio.

Capirai se esistono davvero dei “geni dell’intelligenza” e come questi possano influenzare il tuo percorso educativo.

E scoprirai come la genetica interagisce con l’ambiente e le esperienze personali per modellare il tuo modo di apprendere.

Se sei curioso di sapere quanto di ciò che impari e di come lo impari sia scritto nel nostro DNA e quanto invece dipenda dall’impegno e dall’ambiente che ti circonda…

Continua a leggere e preparati a scoprire un mondo in cui scienza e educazione si intrecciano per rivelare i segreti del nostro intelletto.

Prima di iniziare a darti tutti i consigli, però, voglio presentarmi:

Sono Ginevra Bizzarri founder di “Metodo Ginetica” e “Metodo Gientica Academy”, un’azienda che si occupa di aiutare gli studenti di tutte le età, offrendo servizi di supporto allo studio e percorsi dedicati.

Sono laureata in chimica e tecnologia farmaceutiche e la mia missione è quella di aiutare più studenti possibili a vivere lo studio con più serenità e consapevolezza, costruendo una metodo di studio efficace e personalizzato!

presentazione metodo ginetica

Per comprendere appieno il funzionamento degli aspetti cognitivi responsabili dell’apprendimento, è bene prima capire che cosa si intende davvero per intelligenza.

Che cosa si intende con intelligenza e come viene declinata nell’ambito dello studio e dell’apprendimento

cubo di rubick

L’intelligenza è un concetto complesso e multidimensionale.

Si riferisce alla capacità di comprendere, ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in modo astratto, comprendere idee complesse, apprendere rapidamente e imparare dall’esperienza.

Secondo Howard Gardner, uno dei principali teorici in questo campo, l’intelligenza non è un’abilità singola, ma un insieme di abilità distinte che lavorano insieme (Gardner, 1983). 

Sulla base di questa constatazione, Gardner ha poi proposto la teoria delle intelligenze multiple, che include, tra le altre, l’intelligenza logico-matematica, linguistica, spaziale, musicale, corporeo-cinestetica, interpersonale e intrapersonale.

Come vedi quindi l’intelligenza è un concetto ampio, composto da diversi fattori e molto sfaccettato.

Anche nell’ambito dello studio e dell’apprendimento, l’intelligenza viene declinata in vari modi.

Ad esempio, l’intelligenza logico-matematica è spesso associata alla capacità di risolvere problemi matematici complessi e di pensare in modo critico e analitico, caratteristiche fondamentali per le materie scientifiche e tecniche.

Oppure l’intelligenza linguistica, invece, riguarda la capacità di usare e comprendere il linguaggio in modo efficace, ed è cruciale per l’apprendimento di lingue, letteratura e altre discipline umanistiche.

Ma provando a semplificare un po’, possiamo tenere in considerazione le ricerche di Robert Sternberg, con la sua teoria triarchica dell’intelligenza (Sternberg, 1985).

Questa teoria suggerisce che l’intelligenza può essere suddivisa in tre componenti principali

  • Intelligenza analitica: coinvolta nella risoluzione dei problemi accademici
  • Intelligenza creativa: legata alla capacità di affrontare situazioni nuove e inusuali
  • Intelligenza pratica: utile per adattarsi all’ambiente quotidiano

Ancora una volta, viene sottolineato come l’intelligenza non sia un fattore univoco, ma piuttosto un insieme di competenze che possono influenzare diversamente il modo in cui ogni individuo apprende e studia.

Capire quale tipo di intelligenza prevale in te può aiutarti a sviluppare strategie di studio personalizzate e più efficaci, permettendoti di sfruttare al meglio le tue potenzialità innate.

I fattori che determinano l’intelligenza

Come abbiamo appena descritto, l’intelligenza è un fenomeno complesso e multidimensionale, influenzato da una combinazione di fattori genetici e ambientali.

Secondo numerosi studi, una parte significativa delle variazioni individuali nell’intelligenza può essere attribuita alla genetica.

Grazie agli studi sui gemelli come quelli condotti da Bouchard e McGue (1981), hanno dimostrato che i gemelli monozigoti, che condividono il 100% del loro patrimonio genetico, tendono ad avere quozienti intellettivi (QI) più simili rispetto ai gemelli dizigoti, che condividono solo il 50% dei loro geni.

Ma attenzione, perché la genetica non è l’unico fattore determinante.

Anche l’ambiente gioca un ruolo cruciale nello sviluppo cognitivo.

L’educazione, le esperienze di vita, la nutrizione e l’interazione sociale sono tutti elementi che possono influenzare l’intelligenza.

Ad esempio, uno studio di Turkheimer et al. (2003) ha evidenziato che l’influenza dei fattori genetici sull’intelligenza è maggiore nei contesti socioeconomici più elevati, mentre nei contesti più svantaggiati, l’ambiente ha un impatto predominante.

Inoltre, il concetto di “plasticità cerebrale” suggerisce che il cervello umano può modificarsi e adattarsi in risposta alle esperienze.

E questo significa che, anche se nasciamo con una certa predisposizione genetica, le esperienze di apprendimento possono migliorare le nostre capacità cognitive

A questo proposito, Diamond (1988) ha mostrato che l’arricchimento ambientale può portare a cambiamenti strutturali nel cervello, migliorando le funzioni cognitive.

Infine, è importante considerare l’interazione tra geni e ambiente, un campo di ricerca noto come epigenetica.

I più famosi studi epigenetici indicano proprio che l’ambiente può influenzare l’espressione dei geni legati all’intelligenza.

Per esempio, esperienze stressanti durante l’infanzia possono attivare o disattivare specifici geni che influenzano lo sviluppo cognitivo (Meaney, 2010).

In poche parole, sembra che l’intelligenza sia il risultato di un complesso intreccio tra genetica e ambiente in cui nessuno di questi due fattori prevale sull’altro.

Comprendere questi fattori ti permette però di sviluppare strategie educative e ambienti di apprendimento che possano massimizzare il tuo potenziale cognitivo.

In che modo intelligenza e genetica sono correlate

molecola di dna

Come avrai potuto capire, intelligenza e genetica sono quindi strettamente collegate.

Oltre agli studi sui gemelli di cui abbiamo già parlato, un altro importante contributo viene dalla ricerca di Ian Deary.

Deary ha esaminato i dati di più di 100.000 individui, identificando varianti genetiche specifiche associate alle abilità cognitive.

Il suo studio ha confermato che ci sono numerosi geni che, sebbene ciascuno abbia un effetto relativamente piccolo, insieme contribuiscono in modo significativo alle differenze individuali nell’intelligenza (Deary et al., 2018).

Sebbene gli studi indichino che l’intelligenza è strettamente collegata ai geni, è cruciale sottolineare che non è determinata esclusivamente dalla genetica.

Così come le ricerche nel campo dell’epigenetica, anche gli studi sullo sviluppo infantile come quelli di Sandra Scarr e Richard Weinberg, mostrano che l’ambiente in cui un bambino cresce ha un impatto sostanziale sullo sviluppo delle sue capacità cognitive (Scarr & Weinberg, 1978).

Pertanto, mentre i geni forniscono una base importante, l’interazione con l’ambiente gioca un ruolo altrettanto cruciale nel plasmare l’intelligenza di una persona.

L’intelligenza si può ereditare?

L’intelligenza è una delle caratteristiche umane più studiate e dibattute, soprattutto per quanto riguarda la sua ereditabilità.

Abbiamo visto che numerosi studi hanno dimostrato come l’intelligenza abbia una componente genetica significativa.

Inoltre, recenti avanzamenti nella genomica hanno permesso di identificare specifici geni e varianti genetiche associate alle capacità cognitive.

Ad esempio, uno studio pubblicato su “Nature Genetics” ha identificato oltre 500 varianti genetiche che influenzano l’intelligenza, utilizzando dati genetici di centinaia di migliaia di individui (Savage et. al., 2018).

Tuttavia, è fondamentale riconoscere che l’intelligenza è un tratto complesso e poligenico, il che significa che è influenzata da molti geni diversi, ciascuno con un piccolo effetto.

Inoltre, l’interazione tra geni e ambiente è intricata: l’ambiente può modulare l’espressione genetica e, viceversa, la nostra predisposizione genetica può influenzare le esperienze che cerchiamo o come reagiamo ad esse.

Quindi, si può concludere che l’intelligenza può essere ereditata in misura significativa, ma non è determinata esclusivamente dai geni.

L’ambiente, le esperienze personali e l’educazione sono tutti fattori cruciali che contribuiscono a plasmare le nostre capacità cognitive.

Ma in che modo tutto ciò che abbiamo appreso fino a qui, può esserti utile nella tura routine di studio o per migliorare i tuoi voti?

In che modo la genetica può influire sul metodo di studio e sulla capacità di apprendere

uomo che si forma da una molecola di dna

Devi sapere che la genetica può influenzare sia il metodo di studio che la capacità di apprendere.

Come?

Attraverso meccanismi che coinvolgono le capacità cognitive fondamentali come la memoria, l’attenzione e la velocità di elaborazione delle informazioni.

Ad esempio, uno studio condotto da Plomin e Deary (2015) ha evidenziato che circa il 50% della variazione nelle capacità cognitive tra individui può essere attribuita a fattori genetici.

Questo significa che alcune persone potrebbero avere una predisposizione genetica che le aiuta a memorizzare informazioni più rapidamente o a mantenere un livello di attenzione più elevato per periodi prolungati.

Inoltre, uno studio pubblicato su “Nature Genetics” da Krapohl et al. (2014) ha evidenziato che specifiche varianti genetiche possono influenzare il rendimento scolastico, suggerendo che queste varianti possono interagire con fattori ambientali per modellare il modo in cui gli studenti apprendono e si adattano ai diversi metodi di studio.

Facciamo un esempio per capire meglio.

I geni associati alla dopamina, un neurotrasmettitore chiave nel processo di apprendimento e motivazione, possono influenzare quanto efficacemente uno studente risponde a premi e rinforzi nello studio.

Da questo si deduce che, mentre l’educazione e l’ambiente giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità di studio, le predisposizioni genetiche possono fornire una base che influenza come e quanto efficacemente un individuo può sfruttare queste opportunità.

Per cui, individui con una predisposizione genetica per una maggiore memoria di lavoro potrebbero trarre maggiore beneficio da tecniche di studio che enfatizzano la memorizzazione e l’organizzazione delle informazioni.

Diversamente, quelli con una maggiore capacità di attenzione sostenuta potrebbero eccellere in ambienti di studio che richiedono una concentrazione prolungata.

E così per tutte le caratteristiche regolate dai geni.

Come puoi fare quindi per sfruttare al meglio la tua genetica?

Come sfruttare la propria genetica per creare un metodo di studio efficace

bambina che legge seduta su una pila di libri

Sfruttare la propria genetica per creare un metodo di studio efficace significa comprendere come le tue predisposizioni genetiche possono influenzare le tue capacità cognitive e adattare le strategie di apprendimento di conseguenza.

Facciamo degli esempi pratici.

Ad esempio, se possiedi una predisposizione genetica per una memoria a lungo termine più efficiente, potresti trarre vantaggio dall’utilizzo di tecniche di ripetizione spaziata per consolidare le informazioni nel tempo.

In questo caso, potresti programmare sessioni di ripasso e utilizzare app che ti permettono di programmare la spaced repetition.

Allo stesso modo, se hai una maggiore predisposizione genetica per una rapida elaborazione potresti eccellere in ambienti di apprendimento rapido, dove la capacità di comprendere e applicare nuove informazioni rapidamente è fondamentale.

Pensa a un chirurgo che deve prendere decisioni in tempi rapidissimi per salvare la vita al suo paziente.

D’altro canto, se sei maggiormente predisposto per una maggiore capacità di concentrazione potresti beneficiare di sessioni di studio più lunghe e focalizzate, riducendo al minimo le distrazioni.

Un altro aspetto rilevante che puoi considerare è la predisposizione genetica alla resilienza e alla gestione dello stress.

In questi casi potresti pensare di sviluppare metodi di studio che incorporano tecniche di mindfulness e gestione dello stress per mantenere una performance costante anche sotto pressione.

Ma a questo punto urge una precisazione.

Adattare il metodo di studio alle tue predisposizioni genetiche non significa che l’ambiente e l’esperienza non siano importanti.

Al contrario, è l’interazione tra genetica e ambiente che massimizza il tuo vero potenziale. 

Quindi, comprendere le tue caratteristiche genetiche ti permetterà di personalizzare il tuo percorso di apprendimento, creando un equilibrio tra le tue capacità innate e le tecniche di studio più efficaci.

Il primo passo sarà perciò quello di individuare per cosa tu sei maggiormente predisposto o predisposta.

Come puoi fare?

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Partendo proprio dalle tue predisposizioni genetiche.

Conclusioni

L’argomento dell’intelligenza e della genetica solleva una serie di domande importanti sul modo in cui comprendiamo e affrontiamo il processo di apprendimento.

Mentre la ricerca continua a chiarire il ruolo dei geni nella determinazione delle nostre capacità cognitive, è evidente che l’interazione tra genetica, ambiente ed esperienza gioca un ruolo fondamentale nel plasmare il nostro percorso educativo.

Comprendere le tue predisposizioni genetiche può offrirti preziose indicazioni su come ottimizzare il nostro metodo di studio.

Tuttavia, è importante ricordare che la genetica non è il destino.

Anche se hai delle predisposizioni genetiche, il tuo impegno, la motivazione e le strategie di apprendimento svolgono un ruolo cruciale nel determinare il tuo successo accademico.

Adattare il tuo approccio allo studio in base alle tue caratteristiche genetiche può sicuramente migliorare l’efficacia e l’efficienza del tuo apprendimento.

Tuttavia, è altrettanto importante mantenere un approccio flessibile e adattabile, poiché le sfide accademiche e le situazioni di apprendimento possono variare notevolmente nel corso della vita.

In definitiva, la comprensione della connessione tra intelligenza e genetica ti invita a riflettere sulla complessità dell’apprendimento umano e sull’importanza di un approccio olistico all’educazione.

Riconoscere e rispettare le tue differenze individuali, sia genetiche sia ambientali, ti permette di sviluppare un metodo di studio personalizzato che valorizzi al massimo le tue potenzialità uniche.

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“Alla tua rivoluzione”

Ginevra

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